Hong Fu FM036 Full mtb 29 er

Ritorniamo sul “Mondo China” questa volta grazie a Carlo che ha allestito un mtb biammortizzata da 29 pollici, questo il suo commento:

Una prova di pazienza. Il telaio è stato ordinato ad ottobre in finitura opaca…a gennaio, pur di averlo, ho dovuto ripiegare sulla finitura lucida, altrimenti non so quanto avrei dovuto aspettare ancora (era il periodo a cavallo del capodanno cinese). Non bastasse sono stato dietro ai pezzi mancanti fino all’altro giorno, quando finalmente sono arrivate le ruote.
In definitiva è così montata:

Telaio Hong Fu FM036 17,5″
Ammortizzatore Fox RP23 fissato con bulloneria in titanio
Forcella Rock Shox Reba RL 80 mm
Serie sterzo cina con tappo CarbonTi
Attacco Easton Ea70 90 mm -20°
Curva Ctk 680 mm carteggiata
Monopole Ctk
Comandi Sram Attack
Freni Formula R1
Reggisella Thomson Elite 31,6
Collarino Salsa
Sella Merek
Guarnitura Rotor 3D con corone Middleburn 36-22 e bussole CarbonTi

Movimento centrale XTR
Catena KMC 9v
Deragliatori ant. e post. Shimano XTR

Cassetta: Shimano XT 11-34 (9v)
Ruote Tune King-Kong ZTR Crest
Gomme Maxxis Cross Mark latticizzate

Peso 10,610 kg

Note iniziali. La spedizione del telaio ha richiesto circa 15 giorni: la consultazione della tracciatura dava il pacco in Italia già due giorni dopo della spedizione….gli altri 13 tra accettazione, sdoganamento e invio a destinazione…..Buono l’impacchettamento, dove tutte le parti più delicate del telaio erano protette da generosi giri di carta pluriball.

Il montaggio ha comportato qualche imprevisto. Il primo, prontamente risolto con un giro di punta di un trapano, è stato l’intasamento della parte terminale di un foro per il passaggio del cavo del deragliatore anteriore. Era ostruito da del materiare della consistenza e colore di una cera. Il secondo imprevisto ha riguardato il montaggio del deragliatore anteriore. I disegni tecnici del telaio suggerivano l’uso di un deragliatore a montaggio diretto con due viti poste a 22 mm l’una dall’altra. Quindi avevo ordinato uno Sram X7 di tipo S3 per doppia. Al montaggio purtroppo ho visto che era impossibile far scendere la catena sul 22. Questo perché il deragliatore è fissato al telaio tramite una piastrina: questa è troppo spessa, quindi fa avanzare troppo il deragliatore impedendogli di far scendere la catena, anche con la vitina di fondo corsa tutta svitata. Ho dovuto quindi ripiegare su un deragliatore per tripla della Shimano (XTR), sempre a montaggio diretto.

Infine ho perso un po’ di tempo per trovare la bulloneria per il fissaggio dell’ammortizzatore al telaio. Il perno è M8, solo che il dado per M8 (13 mm) non entrava nell’alloggiamento del collegamento inferiore (12 mm). Allora, visto che volevo qualcosa di leggerino, ho ordinato due perni M8 in titanio filettati internamente: quello superiore misura 31 mm, quello inferiore 36 mm. Con quattro viti in titanio M6/16 ho assemblato il tutto.

Il telaio nudo pesa 2016 grammi (ovviamente senza ammortizzatore misura 17,5″). Diciamo che complessivamente è un buon prodotto, ma non voglio esagerare con gli aggettivi. Non so che tolleranze ha sull’accoppiamento triangolo principale-carro posteriore un telaio da 3.000 euro, ma questo qualche piccola imprecisione ce l’ha. Considerate cmq che l’ho pagato 750 euro dazi e iva compresi. E’ la mia prima 29″ (ho avuto modo di provare per alcuni giorni una 29″ però rigida), quindi non ho metri di paragone con prodotti analoghi, solo credo che un carro ammortizzato a parallelogramma da 29″ DEVE necessariamente supportare un mozzo posteriore a battuta 142 mm e asse da 12 mm. Questo telaio purtroppo è tradizionale e noto che muovendo la ruota trasversalmente il carro si deforma abbastanza. Ho migliorato notevolmente la situazione sostituendo lo sgancio rapido Tune con un QR massiccio delle mie vecchie Mavic Ksyryum da strada: pesa un botto, ma il suo porco lavoro lo sa fare

Alla prova. Ho regolato il sag dell’ammortizzatore secondo le indicazioni fox (9 mm di abbassamento) e ho gonfiato a 110 psi le due camere della forcella (io peso 73 kg). Innanzi tutto la posizione in sella è come la volevo: giusto dislivello sella-manubrio grazie anche alla scelta di una corsa della forcella di 80 mm. Sulla carta questa scelta avrebbe squilibrato l’insieme, vista la corsa posteriore di 100 mm, ma sul campo devo dire che non ho accusato nessun tipo di problema. I disegni tecnici forniti dal produttore danno una distanza tra testa forcella e asse ruota anteriore di 506 mm. Attualmente io sto a 490 mm. Un assetto di questo tipo inevitabilmente tende a chiudere ancora di più l’angolo di sterzo (71° sulla carta). Ho notato quindi un po’ di nervosità dell’avantreno, alla faccia di chi dice che le 29” sono pigre!

Utilizzando anteriormente un 36 come corona grande, si nota che la linea catena sta proprio sopra il perno centrale dello schema ammortizzante, garantendo indipendenza del lavoro dell’ammortizzatore durante la pedalata.

Su asfalto non ho notato bobbing, questo si è presentato solo su una salita sterrata molto ripida usando il 22 davanti. Messo il pro-pedal, problema risolto! Discesa tecnica: un treno che passa sopra tutto, rami, sassi, canali, etc. Unico limite la gomma anteriore che sulle frazioni fangose non mi trasmetteva molta sicurezza visto lo scarso grip. Salita tecnica: qui l’avantreno basso mi ha aiutato molto, permettendomi di avanzare senza il rischio di impennare. E’ chiaro che avere la ruota posteriore costantemente incollata al terreno grazie al lavoro dell’ammo non fa che migliorare la prestazione in salita. Singletrack in sottobosco con stretti tornanti: qui mi sono trovato un po’ impacciato, infatti perdevo tempo nelle manovre strette a causa del notevole passo. In compenso però recuperavo il gap di chi mi precedeva sfruttando l’inerzia delle ruote una volta presa velocità. In conclusione mi sono divertito, e questo è quello che più conta per me…
Ultima annotazione: devo trovare una portaborraccia non estrazione laterale, questo interferisce con l’ammortizzatore…

discorso ammortizzatore:

La prima cosa è stata la misura. Il telaio supporta ammortizzatori di lunghezza 165 mm, quindi con corsa intorno ai 38 mm. A quel punto la scelta è vasta, solo che io, non avendo la minima idea del comportamento dello schema ammortizzante e temendo l’effento bobbing, ho optato per un pro-pedal, indirizzandomi verso Fox. Cmq, alla luce della prova che ho fatto, ho notato che il bobbing si presenta quando la catena sta sul 22, rendendo quasi inutile l’uso del pro-pedal quando si usa il 36 (sempre inteso che la pedalata deve essere rotonda senza “prendere a calci” la bici.

 

le geometrie:

gran bella mtb non c’è che dire….