La Flamme Rouge/Ultimo Chilometro:TEAMMACHINE slr01

TEAMMACHINE SLR01 un anno e mezzo dopo…..

ci sono bici che puoi dimenticare rapidamente, altre che ti hanno fatto sognare, ma poi non sapevi più come disfartene.. e poi lei…! the bike!!-la mia teammachine!!! sognata per un’anno e pedalata per quasi due…

carattere, design, grafica copiabile ma inimitabile…bici che lasciano il segno nella storia; certo per i campioni che la hanno portata a grandi vittorie, ma anche per qualcosa in più… equilibrio direi oltre che originalità che associata alla funzionalità diventà genialità.

In questo caso, che ha contribuito ad assegnarle un posto speciale nella memoria futura e presente di BMC, è stato sicuramente un grande flop…-L’impeccabile (impec) che nei progetti BMC doveva immediatamente far dimenticare il modello top dell’anno precedente (teammachine ndr), in realtà non è entrato in produzione, benchè presentata alle fiere, causa serie di problemi di cui non ci è stata data notizia, per essere poi “ripresentata” alle fiere l’anno successivo, ma snobbata dagli agonisti, che hanno continuato a preferirle la “vecchia”teammachine, dopo qualche raro episodio con la più nuova impec-

Non solo, -Evans ci vince pure un tour, il che la consacra definitivamente al rango di bici “cult”-

Capiamoci, una bici è una bici, e la propulsione non dipende certo da lei, così come il piacere di andare in bici esula dal marchio o modello che ti trovi tra le gambe, ma il piacere feticista di pulirla oliarla, toccarla osservarla…quello sì..

E allora diventa fondamentale la grazia dell’insieme, la sobria bellezza del design minimalista di tradizione nordeuropea, quell’unica (doppia) righina rossa che si perde all’interno del triangolo principale, i vezzi costruttivi, mai superflui, come quell’insieme di tubi sapientemente squadrati, capaci di portare il peso ai minimi assoluti, ma al contempo fornire una rigidità totale, nei punti necessari.

La ricerca di soluzioni singolari come il reggisella senza collare, i foderi superiori con attacco molto ribassato rispetto alle triangolature più tradizionali, e quel rinforzino alla fine del tubo orizzontale, che vuole essere un leit motiv BMC, e sostanzialmente riesce a farne individuare immediatamente il carattere originale, ma mai fine a sè stesso, dell’intera bici.

Di biciclette stiamo parlando, sogno passione e sofferenza dei nostri tour estivi o aspirazioni invernali, ma quando mi riferisco a questa BMC siamo oltre!….

Un’opera d’arte, che come tale può provocare repulsione, e mai indifferenza..

la vespa è entrata al MOMA, la mia team machine magari nò, ma forse solo perchè è troppo presto..la vespa ha dovuto attendere 30 anni!!

ma torniamo sulla terra, e ricominciamo a pedalare…

2013 .. quarto anno che si presenta a catalogo, solo lievemente modificata nel 2012..nel 2013 la danno per 5,80 kg montata DI2…(senza pedali) -il tempo passa, il prodotto migliora ma la grafica originaria, resta la più bella…

quattro anni, di cui tre praticamente da top bike del marchio…di questi tempi non è poca cosa.

Innanzitutto capire la taglia; e con BMC è veramente difficile, -io ad esempio ho dovuto prendere la 53, con dubbi veramente memorabili e conseguenti mal di testa, per capire che non fosse più giusta la 50, o la 55 (la mia misura sotanzialmente sarebbe 545×545..)..

quindi individuata la giusta taglia, e dopo aver adattato attacco manubrio e posizionato la sella – la bici è veramente un guanto..è perfetta! Comoda comoda comoda…

secondo mè il sistema di smorzamento implicito nella progettazione del telaio si comporta veramente bene. Credo che il triangolo principale sia di carbonio unidirezionale, mentre forcella e foderi superiori siano atti a smorzare vibrazioni e ad ammorbidire un pò il carico per il fondoschiena- pure il reggisella ha uno “scasso” con inserzione di carbonio che flette, allo scopo di rendere confortevole il tragitto.

Di fatto riesco ad utilizzare ruote super rigide in carbonio ad alto profilo, senza beccarmi nel fondoschiena quelle botte “secche” alle quali ero abituato… Solo suggestione?? non credo proprio

vogliamo parlare di difetti??

sicuramente non del gruppo o della componentistica-

gruppo dura ace di2 e piega e attacco easton carbon.

Il gruppo merita trattazione separata, la piega easton carbon ec90 compatta è veramente fantastica..intanto perchè è una compatta (e io non ci ero abituato) e quindi la posizione è sempre molto simile e comoda in qualsiasi assetto della corsa, e poi perchè è molto elastica e quindi comoda, anche se i puristi della rigidità potranno storcere il naso, l’impugnatura tonda è anatomica, molto più delle pieghe a profilo alare.

Allora difetti…ebbene sì! Abbiamo anche dei difetti!! Del resto la soggettività del mezzo non poteva non comportarne qualcuno..

Praticamente da subito il tubo canotto ha iniziato a fare rumore con mia grande costernazione e temendo chissà mai che danno..

in realtà il problema era veramente minimo:- essendo a sezione rettangolare e senza collarino (prontamente reintrodotto nella versione 2012..ndr) è molto probabile che si accoppi male con il tubo del telaio, e quindi è stato necessario inserire forzatamente una lamellina di spessore per eliminare il gioco.

Ovvio che tale soluzione comporta che non venga più tanta voglia di togliere il canotto con frequenza (mai più toccato!!) il che comporta indubbiamente lo svantaggio di avere praticamente una bici a canotto integrato, ed eventualmente difficoltà maggiori di trasporto in auto nel caso occorresse per l’appunto sfilarlo..

Rammento che il sistema originale prevede un espanso alla base del tubo che si apre e chiude in funzione di una vite a brugola che può essere girata in posizione di blocco o sblocco, posto appena sotto la sommità del canotto. Bell’idea, tack e stack e il tubo sella si s/blocca, ma evidentemente di difficile attuazione, visto che gli svizzeri lo hanno prontamente ripensato, ed eliminato-

Anzi nella granfondo che direi che è l’evoluzione 2013 tale tubo è pure ritornato tondo, oltrechè ad avere un bel collarino!!!

rapportatura?? 52 – 36 di una compatta portata al massimo delle misure, grazie alle corone facilmente sostituibili (e non eccessivamente care..ndr) FSA

gruppo??? che dire, io non lo volevo, ma la bicicletta (presa usata) lo montava e quindi era quello o quello, e quindi mio malgrado ho preso il dura ace DI2 montato-

Posso dire dopo due anni di uso, che è strepitoso!!! è oltre la perfezione, la cambiata è una certezza in qualsiasi situazione, ormai lo uso come se fosse il cambio della macchina senza farmi mai alcun patema, il movimento è sempre impeccabile nella sua esecuzione, la batteria conserva la carica per mesi..

Certamente come difetto si può dire che permette il cambio di un solo pignone per volta, ma lo si può fare così velocemente che non è un problema, ma solo questione di farne un’abitudine.

Quando cambio ruote nessun problema, lo metto in modalità di regolazione (anche durante la marcia normale) e correggo il diverso centraggio del pacco pignoni, grazie alle microregolazioni che permette.(mi pare 20 spostamenti per singolo pignone..!)

Alla fine ragazzi quello che conta è pedalare pedalare pedalare…ma con una bici così sotto le chiappe..è proprio una figata!! posso garantirvi dopo due anni, di non avere nessuna intenzione o voglia di cambiare “mezzo” e anzi di essere assolutamente completamente soddisfatto, della mia fantastica teamMACHINE..

ci sono oggetti che invecchiano e si gettano senza rimorsi, altri che invecchiando acquisiscono valore, vuoi per i bei momenti passati assieme, vuoi per le emozioni che riescono ancora a darti.

Avere oggi e continuare ad usare (magari ininterrottamente da 50 anni) una citroen DS potrebbe essere un’esempio chiarificatore…perchè mai uno dovrebbe cambiare auto???

Nelle foto magari non si nota, il carbonio è a vista e con una finitura superficiale satinata/grezza che lo rende veramente splendido e unico, in particolar modo visto controsole, o con la luce che incide con un particolare angolo..

insomma…FANTASTICA.. UNICA!!

pedalare gente…pedalare!!

le foto:

Pubblicato da

seagate29er

mtb biker and....

6 pensieri su “La Flamme Rouge/Ultimo Chilometro:TEAMMACHINE slr01”

  1. nota!!! mi riferivo come flop della impec solo e assolutamente solo relativo alla non uscita in produzione nel 2011!!
    dal 2012 era disponibile-
    e comunque è prova di forza di un grande marchio non distribuire un prodotto non conforme, oltre che bisogna assolutamente dire che BMC in controtendenza al panorama mondiale, ha investito un gruzzolo notevole per realizzare i propri prodotti al top in casa (svizzera!!) smarcandosi dalle produzioni orientali.
    le difficoltà di messa in servizio di tale impianto possono aver creato il “problema”.. e ve lo dice un collaudatore di impianti!!

    1. si saranno tolti dalla melma delle produzioni sotto i top di gamma, ma i migliori produttori mondiali di componenti bici sono tutti la, e non devi farti spedire per mezzo mondo quello che ti serve…

  2. un’attimo dopo le foto.. 42 kmh di media al “giro sera”di 50km (record personale dell’anno, ed ecco il perchè delle borraccie già cariche..)

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