shimano xc 90 e shimano s-phyre xc9 parte 1

 

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Cominciamo dal modello xc90  in produzione fino allo scorso anno e presentate nel 2013, due strappi in velcro contrapposti  sulla parte anteriore della scarpa e una chiusura con cricchetto sulla parte del collo del piede assicurano una perfetta tenuta della scarpa  al piede. Sistema che è stato completamente cambiato con le nuove s-phyre xc9  dove è stato introdotto il sistema a boa  utilizzato da tutte le scarpe top di gamma presenti sul mercato dai  principali costruttori.

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Si possono paragonare come tipologia costruttiva ai modelli  Diadora Pro Trail 2 o le SIDI SPIDER , per fare un esempio, vecchia generazione  ma ancora fruibili ai massimi livelli…ma la moda impone altri dettami stilistici…e allora…

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Che  dire, tomaia in materiale sintetico, dove è stato inserito una serie di mesh di materiale traspirante in diversi punti, suola in fibra di carbonio,  tasselli antifango in poliuretano che al tatto possono sembrare plastica dura e sdrucciolevole ma che invece fanno il lavoro che devono fare.

Sono scarpe progettate e realizzate in ambito XC e ciclocross, usarle in ambito escursionistico  o in manifestazioni dove una buona parte dei partecipanti il piede a terra lo mette e non per pochi secondi… tipo marahton, Gran Fondo sono a parer mio sprecate …ma come ho scritto poco prima, la moda….vuole questo e questo sia!

La calzata è confortevole, direi che assomiglia a quella delle S-WORKS MTB XC 2015, provate e usate,  che però avevano il difetto di essere troppo perfette e aderenti  per i miei piedi, ma anche a quelli di altri….queste invece lasciano al piede il giusto spazio sia dietro che sulla parte anteriore dove le dita hanno il giusto appoggio senza alcuna costrizione soprattutto in fase di risalita del piede  durante la pedalata dove bisogna tirare e l’avampiede si solleva dalla tomaia e le dita si alzano, ugual cosa quando invece bisogna spingere e le dita tendono ad allargarsi grazie al movimento delle teste metatarsali, la parte del tallone appoggia perfettamente alla conchiglia e grazie alla presenza del sottopiede Custom-Fit senza assestamenti vari.

Per non parlare delle sidi drako  plasticone unico, sarà il discorso tomaia che usano nel modello vernice rigido oltremisura…e dal profilo troppo alto a livello malleolo, io ho avuto problemi in quel punto, sarà che ho un piede particolare?aggiungo che nel nuovo modello da mtb le Tiger 2017  l’unica cosa che mi è piaciuta è stata la tomaia, morbida rispetto al modello vernice, il resto uguale se non peggiorato….ma non tutti hanno i miei piedi, agli altri magari….

 

Tornando alle xc90, Il tallone è sempre ben fermo senza rischio di scalzata grazie al materiale interno in fibra direzionale che  previene appunto la scalzata (toccando con il dito si sente benissimo passando dall’alto al basso la fluidità mentre al contrario trascinando dal basso verso l’alto, si sente  frenare l’azione fatta) ed infine quando si aggancia  sul pedale in spinta e trazione  si ha una sensazione di tutt’uno godendo appieno della rotazione delle gambe sui pedali senza ulteriori sensazioni strane.

due parole sull’interno dove si vede completamente la suola in carbonio, visto che non è presente nessuna soletta coprente come in altre scarpe, ne fanno una cosa molto racing….come protezione troviamo una soletta che ha l’opportunità di inserire sotto l’arco plantare due gusci in diversa dimensione a seconda dell’incavo del piede….io trovo più utile togliere anche quello presente e usare la soletta il più neutra possibile. Giudizio finale?  il massimo dei voti scarpa super!!!  Aspettative sulla nuova? tantissime!!!

La nuova s-phyre xc9 (“assaporata”alla fiera Di Verona di settembre) porta con se una riprogettazione da capo di tutta la scarpa introducendo come già scritto il sistema boa come regolazioni, quindi niente strappi a velcro o cricchetti micrometrici, ma  appunto due semplici rotori sulla parte alta della scarpa , bisogna dire che shimano ha aspettato il giusto prima di cambiare, non come certi marchi blasonati che ripropongono la stessa scarpa da anni, in diverse salse spostando in tutte le zone  possibili i loro rotori….e spacciandola per novità come la nuova posizione dei rotori piazzati nella parte centrale della scarpa, la linguetta, irrigidendo a dismisura quella zona, da notare che i piedi sono molto sensibili con migliaia di terminali nervosi e la parte superiore a contatto della linguetta ne risente in particolar modo….(ricordando che purtroppo le scarpe da mtb o da ciclismo in genere eccessivamente rigide, molto diffuse, troppo fit, o con regolazioni a cinghietto o micrometriche che inibiscono la circolazione, per finire con l’uso di calze ad effetto compressione non aiutano certo il piede, figuriamoci se mettiamo in quella zona una linguetta rigida…ma non voglio crear polemica inutile, semplice constatazione prima del tempo e sicuramente non sarà il mio giudizio a sancirne la buona riuscita del prodotto, io aspetto sempre da questa grande e gloriosa casa un nuovo progetto degno della loro  tradizione). Da subito si può notare il guscio in plastica  posteriore sul tallone (TALLONIERA ESTERNA) ( la struttura della talloniera esterna curva elimina il rischio di torsioni e scivolamenti del piede, offre una maggiore stabilità al tallone e mantiene fermo il piede) che prima non era stato utilizzato completamente o meglio il guscio sulla talloniera c’era ma più piccolo, solo estetica?,una miglioria?  io direi si poichè è un prolungamento della costruzione della suola della scarpa che va a raccordare la parte in carbonio presente nella parte anteriore.

Finendo con l’apporto di Michelin sul comparto gomma presente sulla suola di questa scarpa, cosa che ho ritrovato passando dalle NORTHWAVE EXTREME xc

 

 dove questo tipo di gomma è già presente da un paio di stagioni. Ma che mi ha deluso profondamente (la tomaia) aumentandone la durezza  inserendo un film protettivo trasparente e irrigidendo troppo a parer mio la scarpa a livello confort, e sia la nuova linguetta più rigida della precedente, molto meglio il vecchio modello in vibram

Ma ora concentriamoci meglio sulle  s-phyre xc9 versione 2017 , un concentrato di tecnologia made in Shimano, TOMAIA DA COMPETIZIONE cosi viene definita da shimano la tomaia in un unico pezzo che veste da quest’anno la nuova scarpa grazie appunto alla tomaia “Surround” a un pezzo, alla sezione inferiore affusolata, al tallone arrotondato e al puntale sottile.

 

ma il continuo sarà  nella seconda parte grazie a shimano e alla loro lentezza disarmante….nell’essere riusciti a fornire una prima parte di scarpe ai negozi, vorrei sapere quanti….ai primi di Gennaio (non il mio….) e  gli altri a Maggio!?!  si avete  letto bene Maggio…a presto….sperando che poi arrivi

fine prima parte….

 

 

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Una risposta a “shimano xc 90 e shimano s-phyre xc9 parte 1

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