Greg Minnaar OneLife

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La Flamme rouge/ultimo km: se avete tempo.. leggete!

Recupero questo post sempre interessante e utile dal vecchio blog.

Test bike cube elite hpc 26″…my new bike in quattro giri (e mezzo!)

lunghe considerazioni partorite dopo un giro beato, ieri in quel della Paola Pezzo, terminato alle terme a colà!
allora la bici, (come la moglie) quando è nuova, và sempre bene, e la si elogia a profusione.. poi ad un tratto fai l’inserzione sul giornale e non vedi l’ora di liberartene!!!
per la moglie tutt’altro discorso…
certo si spende meno a cambiare bici…
quindi ovviamente il mio sarà un test bike da “innamorato! in cui sostanzialmente vedi solo rose e viole…
forse bisognerebbe fare due test.. quando la compri e quando la vendi!!-
ma torniamo a noi..
uniche modifiche apportate, una splendida sella SMP bianca che fa pan dan con le vivaci colorazioni Cube teamline copiate da un Mondrian e molto simile ad uno shampoo l’Oreal; nessuna modifica o adattamento a quelli che erano i “settaggi” del precedente proprietario (beh si.. un’adeguatina al sag!) e via con ruote tubolari event in carbonio.
salgo in sella..è fantastica!! mi pare di essere esattamente sulla mia bds cube, forse ancora più comoda, ma ad ogni modo stessa impostazione.
neanche toccato il canotto – neanche pensato di cambiare la pipa o modificare l’altezza della stessa (sarebbe impossibile..ndr)
il cambio X0 ram fantastico! Praticamente neurocerebrale.. tù pensi e le marce sono inserite, dal neurone alla gabbia in carbonio, con la catena già in tiro!
quindi inizio a pedalare, e forse complice il vento dietro.. vado come una scheggia- senza quelle fatiche che le ruote grasse ti abituano su asfalto, praticamente stesse velocità da bds.. o quasi..!
è l’entusiasmo..ragazzi è l’entusiasmo che fà vivere queste sensazioni…è solo questione di tempo, e poi ti saltano fuori i cervicali e tutto il corollario che ne segue–
ma andiamo avanti.. inizia lo sterrato delle golene nostrane, che io ritenevo asciutte….
subito feeling fantastico, la forca fox pare essere veramente molto morbida all’inizio e molto progressiva in seguito, ma forse è anche questione della poca aria buttata nei tubolari, che ti pare di toccare terra con i polpastrelli, e al contempo di essere su un materasso ad acqua (qualcosa mi ricorda le mitiche sospesioni idropneu delle mie ex favolose citroen..)
poi iniziano i pozzangheroni, la melma le sabbie mobili, che probabilmente sono lì ad attendermi dall’inverno scorso, dal disgelo..dalle inondazioni precedenti e mai riassorbite..e le mie tufo si impaccano che è una bellezza, la bici và dove vuole lei…e sopratutto si infanga…si immerda si impacca…, e io che pensavo di mantenerla immacolata a lungo come mi era stata consegnata!
Procedo mugugnando e penso che niente sarà più come prima…
facendola breve, inizia a piovviginare giro la bici e inizio il rientro… e che fatica.. f-a-t-i-c-a!!- ma allora pedalare è sempre fatica?? stà a vedere che avevo il vento dietro…hazz inizia anche a fare male la schiena..e inizio a ripensare alle sensazioni di confort iniziale…,arrivo a casa dolorante per scoprire che si era allentata la sella, ed era scivolata tutta indietro.. ecco perchè!!

secondo giro e primo giro serio: da Puianello a Canossa per percorso chiamato la costa

parcheggio al comodissimo cimitero di Puianello con vista panoramica e fornito di ogni confort.. pace quiete e ..acqua alla spina!! rapido setup al gioiello fiammeggiante, ripulito dai fanghi delle paludi basso padane, gonfiatina approssimativa, causa valvola troppo corta che non sporge bene dal cerchio carbonico, e partenza in salita. Il puledro di razza si inerpica che è una bellezza, gomme e sospensione mi azzerano tutte le asperità robuste della “costa” che è poi un sentiero ben esposto al sole essendo sempre per l’appunto in “costa”. La leggerezza della new bike è evidente, rispetto ai 12 kg della mia ex reaction (misurati..) è tutto un’altro andare, senti immediatamente la differenza, inoltre la posizione di guida è decisamente migliorata, quindi controllo stupendo del mezzo, e gamba che lavora che è una bellezza. Sui sassoni della costa le mie gomme Tufo sono incollate e linearizzano tutto! Vado dove voglio.. e la bici fa tutto quello che chiedo. Qui capisci subito che c’è un’abisso con il precedente cancello. La giornata è bella, ci godiamo come quaglie, inerpicandoci per i colli reggiani, che pare d’essere ben altrove, per pace e panorami che si offrono alla vista.Quindi pausa spirituale a Votigno e come d’obbligo pellegrinaggio al Castello di canossa con rifornimento lento di acqua santa (e sapete il perchè del lento!..) non dopo esserci rifocillati ad una splendida pianta di fichi generosamente offerti dalla regione emilia romagna -proprio on the road.E quindi inizia la discesa!! Dapprima con leggera titubanza, e poi sempre più con decisione..si và giù a canna!!! qui capisci che la forcella è strepitosa (fox) , il manubrio larghissimo permette un controllo fantastico, e vià!! sempre più veloce sempre più deciso, non hai più tempo di pensare..solo adrenalina pura!!, sotto di tè sassi di ogni forma pietroni di ogni tipo si alternano sempre più rapidamente..qualche volta pinzi delicatamente ma più che altro ti preoccupi di tenere la direzione..galleggi..voli!!!.. ti senti un buddha!! niente ti può più capitare e poi colpo secco PAM!!!! tratratra e ti fermi…..merda ho bucato, che mi frega..ciò la bomboletta penso.

Fischio al collega e inizio le operazioni di riparazione, non senza qualche pensierino….- la bomboletta non ci fà un fischio e il liquido bianco e appicicoso salta fuori da tutte le parti…sono cazzi- Poi guardo il cerchio e mi metterei a piangere…bozza di carbonio sul fianco…— stramerda… Ho tempo tutti i 12km che restano da fare a piedi per pensare….mi avevano detto i cerchi in carbonio in mtb NO….i tubolari in MTB NO, intanto che il mio collega tanto per passarsela via si fa un po’ di ripetute avanti e indietro..(lui cerchi in ferro e camere d’aria..) –Forse però se solo ci avessi messo un po’ più d’aria in quei cacchio di cerchi..non sarebbe successo, ho realizzato poi che forse potevo anche avere una pressione a 1.5 /1.6 , il problema era che con la pompa non si riusciva bene a pinzare la valvola, ed inoltre il lattice nel tubolare impacca la valvola e talvolta pure i manometri delle pompe -quindi in seguito sono diventato uno specialista del controllo a dito.Poi in realtà tutto si è aggiustato..il bozzo sul cerchio non lo ha minimamente compromesso, e l’unico male è stato sostituire il tubolare (75 eurini..compreso di registrazione ruota-) Vabbè 12 km di meditazione, che forse sui sentieri tipo downhill il tubolare non è il più indicato..(in effetti volevo montare le ruote con i tubless…ma poi…sapete com’è!! -un po’ la fretta un po’ la voglia di provare i tubolari..e le ruote event-

terzo giro -la salita: da zrece a rogla con spanna di neve sopra i 1100 mt di quota e percorsi scorrevoli nei boschi (peccato neve nebbia nubi e umido a gogo) Questa volta tubolari Tufo belli pieni d’aria e percorso in salita su asfalto. Come già detto, le geometrie di questa bici sono particolarmente azzeccate con la mia corporatura e la comodità è totale, quindi la salita è un gioco da ragazzi, meno il tempo metereologico..ha appena finito di piovere, fa un freddo barbino,tira vento e c’è la nebbia, e successivamente pure la neve sopra i 1100mt!! -insomma una giornataccia, ma l’entusiasmo surclassa il freddo, i percorsi in discesa sono bellissimi, strade sterrate con indicazioni ovunque.. unico problema riuscire con il dito a tirare la leva dei freni per il freddo! Ma poi scendendo di quota la situazione migliora.I tubolari su strade sterrate battute sono insuperabili, ottima tenuta ottima velocità e scorrevolezza.Ottimi percorsi, meritano di essere rifatti in condizioni metereologiche migliori.
Quarto giro Thermobike: sulle traccie di Paola Pezzo – e finalone a mollo a colà nelle acque termali bollenti Ruote geax gato 1.9 – I percorsi a ridosso del monte baldo sono sempre splendidi, anche il giorno dopo che è diluviato, -pietroni sassoni qualche tratto un po’ impegnativo e qualche volta che occorre scendere dalla bici (tipo sentiero del pellegrino..) Qui la bici la testi a fondo anche se non vuoi, io ero un po’ titubante per le coperture a mio dire troppo strette (un 2.25 si godeva maggiormente) ma tutto sommato anche le gato da 1.9 si sono comportate degnamente, dove decidi vai, e loro ti portano.Sottobosco molto umido e molte foglie, ma nessun problema,oltre a svariati incroci catena di cui sono specialista, e in un caso la catena che non si è innestata ed è “scivolata” giù sul pacco pignoni.A mio dire le gato vanno decisamente male sul cemento bagnato, lì sì, diventa facile perdere aderenza- In questa occasione è stata la prima volta che ho testato le tubless e quindi ho comunque apprezzato.In effetti, ci ho messo un’anno a capirlo, ma le basse pressioni aiutano non poco in tante tante situazioni, e riducono minimamente la velocità pura, che anzi grazie al maggior feeling, può migliorare la performance globale -la schiena comunque ringrazia!

dimenticavo un giro bitumato (ma si può considerare??) con gli stradisti e le geax gato belle gonfie -50 km a 38.5 kmh di media…non mi sono azzardato a fare la volata, anche perchè la lingua penzolava da un po’.. forse se avessi avuto a disposizione le Tufo, ci scappava la volata! -insomma il biciclone si può usare anche a tutta su asfalto…
quindi segue considerazioni tecniche..

  • · innanzitutto:il cambio sram..bellissimo a vedere, belle le leve, belle le indicazioni sul cambio per le regolazioni, ma leve molto lunghe da azionare (forse per ditoni americani??) la discesa funziona solo a spinta (xt fa sia push che pull per scendere di pignone) -quella precisione provata all’inizio non la riscontro sempre, con la catena molto in trazione la cambiata soffre notevolmente -e si sentono dei rumori!! -qualche cambiata proprio sbagliata nel senso che la catena non si è innestata (!) Va detto che come si tocca la discesa dei pignoni è velocissimo, e se per caso si danno 3 tocchi a ripetizione..cala di tre pignoni-
  • · i freni: non è che frenino male, anzi direi che proprio funzionano benone…ma, intanto non si capisce bene pechè ogni tanto si debba sentire l’affettatrice che ronza.. zinzinzinzin, poi sparisce..per un pò! la nota negativa, le pastiglie sono veramente minimaliste..ovvero piccolissime!! quelle del xt erano decisamente più ampie e con molto materiale in più di attrito e quindi margini maggiori di gioco tra disco e pinze. Comunque sfruttati in condizioni (quasi) estreme non hanno dato adito ad alcuna imprecisione o difetto, solo sembano meno pastose e modulabili delle mie precedenti XT. Le leve non hanno nessuna regolazione, le leve xt invece sì…ma sevono??Difatto sono posizionate perfettamete per le mie mani, quindi nessuna regolazione si rende necessaria
  • · il telaio: esattamente come mi aspettavo -perfetto per le mie esigenze.
  • · la sella SMP: ho le chiappe abituate, mi pare di essere in poltrona, inoltre mi pianto bene con il deretano per fare leva nell affrontare le lunghe salite.
  • · manubrio: perfetto! ero abituato ad uno tagliato troppo stretto, questo forse all’opposto è troppo largo, ma permette una respirazione maggiore ed un controllo della bici decisamente più agevole- direi che mi ha cambiato tutto! -le pieghe devo ancora capire se mi servono o meno.

Conclusioni:

la bici è un cavallo di razza…non sarà il telaio più leggero (lo danno per 1250gr) e difatti è stato superato anche dalla cube stessa che quest’anno ha presentato il successore decisamente più leggero e flessibile. Le geometrie per quanto mi riguarda e per quanto ne capisco sono perfette per le mie esigenze, io mi ci trovo da Buddha. Le grafiche mi piacciono molto per quanto non saranno quanto di più originale visto su questa terra. Và considerato che si sceglie Cube magari non tanto per una fede cieca, ma in considerazione del rapporto qualità prezzo e dei cinque anni di garanzia del telaio..Il gruppo Sram dopo un primo momento di abbaglio, non lo ritengo dal punto di vista funzionale superiore all’analogo shimano, sicuramente appaga maggiormente la vista.- i freni R1mag non mi fanno impazzire, ma frenano benone e sono comunque molto belli.La forcella a mio dire è ottima, io la confronto con una rebarace u turn- troppo complessa da regolare (aria positiva aria negativa rebound gate -io non ci ho mai capito..) -con Fox si regola solo il sag, gonfiandola opportunamente, -mi pare molto più sensibile e molto più morbida e progressiva, -e cosa fondamentale per uno stradista, quando la blocchi, è di fatto quasi bloccata- Dimenticavo il cavetto del remote su reba non ha mai funzionato, né mai potrà funzionare, essendo esposto sia alla partenza che all’arrivo agli agenti atmosferici e sporco che poi si trascina nella guaina. Con Fox, l’anaologo remote è completamente sigillato!! Ma sapete quante volte in gara mi è capitato di non riuscire a sbloccare la forca non potendo togliere le mani dal manubrio e quindi a farmi la discesa a forcella bloccata?? e giù madonne!!

penso e spero proprio mi godrò questa hpc

per migliorare ulteriormente forse bisogna buttare tutto e cambiare tecnologie…ventinove pollici??? boh vediamo  (seagate!) cosa mi fornisce il prossimo anno…. intanto pedalo..——-

serghei@magnetika.it